Carca oja carca domana (e de su passu morimu e fama)

“ …è sicuramente degna di essere recensita sulle pagine di quella letteratura popolare che ci conduce, nella sua realtà più vera ed immediata, ad un momento di vita d’un paese che vive ai margini d’una Italia che progredisce: L’Italia degli anni ’50, che si avvia verso una nuova organizzazione politica ed economica. Con semplicità e realismo, l’autore e regista ha colto il meccanismo che muove e caratterizza i rapporti tra le varie classi sociali, e così fatti di cronaca paesana, destinati a diventare storia, assumono, per problematiche e situazioni, una dimensione attuale, direi universale. E’ la rappresentazione della gente del Sud, e non solo, che si sente schiacciata, quasi travolta dallo sfruttamento e dalla miseria e lotta per conquistare i propri diritti ed un’umanità autentica…”
(dal Giornale di Calabria del 28.01.95)

 

“…Una vicenda in chiave umoristica, sentimentale e drammatica del subito dopo guerra. La vita grama e le tristi condizioni economiche induce un gruppo di braccianti al grande sciopero ed all’occupazione delle terre. Il dramma, condito da umorismo, si snoda nel conflitto tra la povera gente ed i potenti prepotenti…”
(da Proposte del 16.03 95)
“…L’umorismo che caratterizza i lavori di questo commediografo calabrese induce a riflettere su tematiche che appartengono al quotidiano, coinvolgendo lo spettatore al punto da sentirsi partecipe alla scena che si sta rappresentando...”
(dalla Gazzetta del Sud dell’1.09.95)

 

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