Quasi quasi gliela combino

Lo spettacolo ruota attorno ad uno scherzo che il protagonista della vicenda, Ernesto, vuol fare al suo impertubabile amico, Roberto, nonchè collega d’ufficio. Roberto infatti sostiene che lui non sarebbe capace di tradire sua moglie Sandra, neanche trovandosi dinanzi alla più bella e attraente donna del mondo. Così Ernesto decide di mettere alla prova le insindacabili fedeltà coniugale di Roberto facendogli credere che lui ha delle amanti bellissime e molto disponibili. La fedeltà di Roberto vacilla e sorgono degli equivoci spassosissimi con le mogli dei due protagonisti che iniziano a sospettare... Completa la vicenda un altro episodio che vede protagonista la figlia di Leopoldo, altro amico di Ernesto, che sosiene di aspettare un bambino proprio dal figlio di Ernesto, Alberto. Risate assicurate per oltre novanta minuti di uno spettacolo molto spassoso.

Calabretta ed il suo teatro vero, pulito, incentrato sulle vicende paradossali e quasi inneggianti al verismo, sono vicende quasi reali, che tracciano esperienze vissute, reali produzioni della vita. I suoi spunti nascono dalla storia di gente comune, personaggi ambiziosi, esseri semplici, giovani in crisi, vedove e zitelle, una galleria di anime spesso tormentate dalla ricerca di un bene effimero, così come accade nella commedia in due atti dal titolo "Quasi, quasi glie la combino". Una piece dove emergono i valori e le debolezze dei personaggi, dove emerge l'arrancare dell'essere umano quando si tratta di inseguire un bene soprattutto legato alla materialità. Equivoci, sotterfugi, tradimenti veri e presunti, trasformazioni camaleontiche sia di indole sia nel look, ecco intorno a tali ingredienti Calabretta riesce ad amalgamare la triste storia di un fantomatico tradimento. La certezza che ci resta è la professionalità di questo gruppo rodato, che semina successi, che si fa apprezzare senza accenni a snobismi o megalomanie, il teatro è vivo nel sacrificio e nell'umiltà di chi lo ama, non ha possibilità di repliche, non è celluloide, tutto ciò che arriva è il risultato di un sacrificio, compresi gli applausi che sono stati tanti e meritati.
Da "il Quotidiano della Calabria" 19.08.2008

 

TAVERNA – Successo per il teatro dialettale di Gregorio Calabretta che ha definito il progetto culturale dal titolo "Un calabrese in Calabria" che ha registrato il patrocinio ed il contributo della Regione Calabria e del comune di Taverna si è esibito con la propria compagnia nel popoloso comune della Presila catanzarese. Gregorio Calabretta è senza dubbio stato adottato da Taverna, si poiché la sua presenza nel borgo presilano è una costante stagionale, ma più che importa è che le sue estemporanee perfomance sono apprezzate davvero da tutti. Calabretta ed il suo teatro vero, pulito, incentrato sulle vicende paradossali e quasi inneggianti al verismo, sono vicende quasi reali, che tracciano esperienze vissute, reali produzioni della vita. I suoi spunti nascono dalla storia di gente comune, personaggi ambiziosi, esseri semplici, giovani in crisi, vedove e zitelle, una galleria di anime spesso tormentate dalla ricerca di un bene effimero, così come accade nella commedia in due atti dal titolo "Quasi, quasi glie la combino". Una piece dove emergono i valori e le debolezze dei personaggi, dove emerge l'arrancare dell'essere umano quando si tratta di inseguire un bene soprattutto legato alla materialità. Equivoci, sotterfugi, tradimenti veri e presunti, trasformazioni camaleontiche sia di indole sia nel look, ecco intorno a tali ingredienti Calabretta riesce ad amalgamare la triste storia di un fantomatico tradimento, dietro soltanto una scommessa che dovrebbe recare un introito ad un personaggio che è protagonista Aldo Fristachi nella scena, protagonista nel bene e nel male, un essere che definirlo avaro è solo un complimento. Intorno orbitano personaggi come la moglie, santa donna che riesce nonostante le angherie a sopportare un marito petulante. Aldo Fristachi ha un solo obiettivo recuperare la somma scommessa, non ha scrupoli ed il mezzo per impossessarsi del danaro nasce attraverso un amico, infatti, il Fristachi con inganni e tranelli deve portare al tradimento l'amico. Una serie di combinazioni innescate dal Fristachi porteranno la storia ad una serie di gags e di equivoci, restituendoci uno spaccato tipico della commedia, il tutto si avvolge anche intorno ad un'improbabile matrimonio tra il figlio del protagonista e la figlia di alcuni amici. Inutile dire, che sono i preparativi del futuro matrimonio che tengono la scena, infatti, la tirchieria del Fristachi rende comico il dialogo tra le famiglie. La capacità e l'eloquenza del protagonista sono però messe a dura prova nell'episodio che vede in scena l'amico, la moglie di questo, un'accompagnatrice e lo stesso Fristachi. Vittime dell'imbroglio, un pò tutti, compreso il Fristachi, ma inconsapevolmente anche i giovani figli, sequenza vivente e conseguenza non voluta, ma condizionata dall'egoismo di un essere troppo legato ad un valore non proprio sano come l'avarizia. Ci resta il messaggio, la capacità degli attori di tradurre le emozioni e le sensazioni attraverso le proprie perfomance, ci resta anche un dubbio, davvero la finzione teatrale è così distante dalla realtà. Oppure come detto in apertura il confine tra le due dimensioni è solo immaginario? La certezza che ci resta è la professionalità di questo gruppo rodato, che semina successi, che si fa apprezzare senza accenni a snobismi o megalomanie, il teatro è vivo nel sacrificio e nell'umiltà di chi lo ama, non ha possibilità di repliche, non è celluloide, tutto ciò che arriva è il risultato di un sacrificio, compresi gli applausi, che a Taverna sono stati tanti e meritati. Personaggi e interpreti: Aldo Fristachi Gregorio Calabretta che ha anche curato il testo e la regia; Ninna – Anna Casalinuovo - Leopoldo Pino Sorgiovanni – Ofelia Anna Bubbico – Jasmin Francesca Cartaginese – Roberto Guido Fulciniti – Sandra Consuelo Citriniti.
CARMINE MUSTARI

 

         TORNA INDIETRO
 

Copyright © 2010 - tutti i diritti riservati      Webmaster: Romix